Ansia e disturbi d'ansia

04.04.2019

Cos'è l'ansia?

L'ansia é uno stato emotivo caratterizzato da una sensazione di apprensione e preoccupazione, accompagnata da tensione corporea e aumentata vigilanza, per qualcosa di spiacevole che potrebbe accadere. Fa parte di un sistema di meccanismi innati che si attivano di fronte a pericolo attuali o potenziali, ma è suscettibile di modifica tramite l'apprendimento, in seguito a esposizione ripetuta del soggetto agli stimoli temuti. Questo è un elemento importante perché gli psicologi utilizzano anche tecniche di esposizione per aiutare la persona a risolvere il problema.

Quali sono le componenti dell'ansia?

  • Un vissuto soggettivo di timore.
  • Cambiamenti fisiologici dell'organismo legati all'attivazione del sistema nervoso autonomo. C'è un'intensa attivazione neurovegetativa; il rilascio di adrenalina determina cambiamenti fisiologici che hanno lo scopo utile di permettere all'organismo di reagire in modo veloce e efficiente davanti al pericolo,
  • Comportamenti automatici di "attacco o fuga". Questa reazione fa parte di comportamenti istintivi difensivi (Bowlby), cioè pattern innati in risposta a specifici fattori causali in grado di attivare un determinato comportamento.

Cosa succede al nostro corpo?

Possiamo riconoscere l'ansia a causa dei sintomi fisici che produce.

  • Respiro più frequente: aumenta la quantità di ossigeno disponibile per i muscoli, in particolare gli arti inferiori.
  • Ritmo cardiaco e pressione del sangue aumentano: per trasportare più velocemente più ossigeno ai muscoli.
  • Il sangue é dirottato sui muscoli: in particolare a quelli grossi degli arti inferiori.
  • Aumenta la sudorazione: perché l'organismo deve contrastare il surriscaldamento dovuto all'attività fisica.
  • La mente è totalmente concentrata sul pensiero dominante del pericolo in atto: tutto il resto passa automaticamente in secondo piano.

Un' "emozione" umana

L'ansia è tipicamente umana in quanto propria di un sistema cognitivo in grado di autorappresentarsi, rappresentarsi la minaccia a uno scopo, compiere ragionamenti ipotetici, prefigurarsi conseguenze a medio e lungo termine, rappresentarsi eventi negativi ipotetici e distanti.

Così come lo stress, una quantità di ansia ragionevole, sotto una certa soglia (soggettiva), può permettere di rimanere attenti e concentrati sull'obiettivo durante un compito.

In generale, perché si attivi uno stato ansioso, è necessario che la persona veda minacciato uno scopo che vuole raggiungere e che ritiene molto importante.

Le situazioni che possono causarla sono tra le più svariate: possibili sanzioni, delusioni o frustrazioni di bisogni, possibile perdita di persone amati, solitudine, mancata affermazione personale, minaccia al proprio status economico e sociale. In generale, ciò che é imprevedibile, sconosciuto, incontrollabile.

Quando l'ansia è patologica

L'ansia diventa patologica quando la persona non riesce ad adattarsi a situazioni impreviste, perdendo il controllo delle proprie emozioni e provando sensazioni di impotenza, associati ad elevati livelli di sofferenza.

I disturbi d'ansia sono accomunati da meccanismi a circolo vizioso di genesi e mantenimento dell'ansia stessa. Le diverse manifestazioni ansiose di differenziano per lo scopo che il soggetto viene minacciato. La percezione della minaccia provoca un'attivazione fisiologica. L'attenzione diventa selettiva nelle percezioni esterne, gli stimoli vengono vissuti come pericolosi. Ne consegue un'errata valutazione catastrofica. Oltretutto, la stessa attivazione emotiva diventa una minaccia e si sovrastima la probabilità e la gravità del danno temuto, credendo sia irreversibile.

L'ansia può emergere maggiormente nei seguenti casi:

  • Situazioni molto stressanti (particolari fasi esistenziali)
  • Iper ventilazione (scorretta respirazione)
  • Fattori legati alla personalità individuali (fattori di temperamento che incidono sulla vulnerabilità)
  • Fattori relazionali. Nell'ottica sistemico-relazionale, l'ansia (come del resto tutte le psicopatologie) emerge in determinate strutture familiari in cui la persona che manifesta il sintomo ansioso è il paziente designato, cioè il portatore di un disagio del sistema. Si dovrà quindi indagare attentamente il sistema e modificarlo per aiutare la persona ad eliminare il sintomo.

Cosa fare?

Innanzitutto, dal momento che la sintomatologia dell'ansia è legata anche a sintomi corporei, è bene consultare un medico di base o uno specialistica per escludere cause organiche.

Capire meglio le emozioni sottostanti e le situazioni che la innescano è un primo passo molto importante per iniziare a gestire lo stato ansioso

Si possono usare tecniche di rilassamento per attenuare i suoi effetti fisici (ad esempio, training autogeno, mindfulness, rilassamento muscolare progressivo).

Nel caso in cui l'ansia sia diventata invalidante, è bene non sottovalutarla, ma rivolgersi a un serio professionista che possa aiutare a superare questo momento. Lo psicologo può aiutarti a sintonizzare mente e corpo, scoprire cosa sta causando la tua ansia per gestirla in modo più funzionale e superarla.